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Sharenting: Quando Condividere Diventa un Rischio

I genitori pubblicano in media 1.500 foto del figlio prima che compia 5 anni. Ecco cosa significa per la privacy dei bambini.

Aggiornato: Maggio 2025 Lettura: 6 min

Cos'è lo Sharenting

Lo sharenting (da "sharing" + "parenting") è la tendenza dei genitori a condividere foto, video e informazioni sui propri figli sui social network. Spesso avviene senza considerare le implicazioni per la privacy e la dignità dei bambini.

I Numeri

  • I genitori italiani pubblicano in media 300+ foto dei figli l'anno sui social
  • Il 68% dei bambini ha già una presenza online prima dei 2 anni
  • Le foto pubblicate dal genitore sono la causa principale del furto d'identità digitale nei minori

I Rischi Concreti

  • Furto d'identità: le foto con geotag rivelano dove abita e va a scuola il bambino
  • Predatori online: le foto dei bambini vengono usate in contesti inappropriati
  • Digital footprint permanente: il bambino non ha scelto questa presenza online
  • Imbarazzo futuro: foto di pannolini, pianti, momenti privati resteranno online per sempre

Come Comportarsi in Modo Responsabile

  • Non pubblicare mai il nome completo + scuola + indirizzo insieme
  • Disabilita i geotag nelle foto
  • Imposta i profili su privato
  • Non pubblicare foto in costume da bagno
  • Da 4-5 anni in su, chiedi il consenso al bambino prima di pubblicare

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Domande Frequenti: Sharenting

Sharenting: quante foto è normale condividere?
Non esiste un numero universale. La regola pratica è: prima di pubblicare una foto del figlio, chiediti se tuo figlio (da adulto) sarebbe a disagio vedendola. Foto in costume da bagno, momenti imbarazzanti o informazioni scolastiche dettagliate sono da evitare.
Lo sharenting è illegale?
In Italia no, ma viola i principi del GDPR sulla privacy dei minori. Alcuni paesi (Francia) hanno leggi che permettono ai figli di citare in giudizio i genitori per sharenting eccessivo. In Italia ci si sta muovendo in questa direzione.
Cosa rischio pubblicando foto dei miei figli?
I rischi principali sono: furto d'identità digitale del bambino, uso delle foto da parte di pedofili, costruzione di un 'digital footprint' che il bambino non ha scelto, e potenziali problemi nella vita adulta (datori di lavoro trovano le foto).

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